Phersephonae ~ mercoledì, 21 maggio 2008

Ci sono delle menti che riescono ad esprimere con estrema pulizia concetti davvero profondi.
Forse è un dono innato, forse nasce con dolore e sforzo dalle alterne vicissitudini della vita, forse invece arriva inaspettato, regalo di un'età molto matura.
Di certo, non a tutti è concesso saper trasportare in superficie sentimenti, emozioni, riflessioni che tanto agitano l'animo e che più spesso tendono a rimanere segrete.
Quando mi capita di leggere tra le pagine di un libro qualcosa che brilla di luce propria, mi accorgo che anche la mia stanza interiore si illumina, rischiarando gli angoli del pensiero, specialmente quello più buio, che così mi fa meno paura perchè lo vedo. E posso imparare.
" La tua volontà sei tu. Se vuoi ce la puoi fare."
"Ma se la tua volontà non ti risponde?"
Quella serata coincise con l'inizio di una crisi che mandò in pezzi la mia supposta armonia e gli equilibri che mi ero tenacemente costruito.
Credo che capiti a tutti, almeno una volta nella vita, e ciascuno la vive a suo modo. Può svanire senza lasciare traccia o travolgerti senza scampo. Oppure farti crescere, darti una dimensione che prima non avevi. Avviene allora che il gioco ricominci daccapo e le carte vengano ridate per una nuova partita. Non significa cancellare il segno di quanto è già accaduto ma allargare la sfera del possibile e la capacità di tentare l'incognito.
Ma queste sono parole. Quando ci stai dentro senti solo un'alternarsi di dolore e di gioia, come lampi di tenebra e di luce che ti folgorano e ti accecano. Una fitta di dolore in mezzo al cuore e un empito di gioia che ti allarga il respiro che poi di nuovo diventa affannoso e corto come quello di un animale in corsa coperto di sudore e di spuma.
La volontà non ti soccorre, si è rannicchiata in qualche suo segreto nascondiglio e ti ha abbandonato in mezzo al tifone.
Eugenio Scalfari, "L'uomo che non credeva in Dio"
.{.Farfalle. }.
Phersephonae ~ martedì, 06 maggio 2008

Non frequentare cattive compagnie.
Cerca l'amicizia di coloro che amano la verità.
Vivi l'amicizia
e svolgi i tuoi compiti.
La tua felicità diverrà sempre più profonda
e metterà fine alla sofferenza.
Lascia cadere passioni e odio,
come il gelsomino lascia cadere
i suoi fiori appassiti,
porrai rimedio ai tuoi dolori.
Con gioia amici e parenti accolgono
chi ritorna dopo lungo tempo
da terre lontane.
Felicità è avere amici quando se ne ha
bisogno,
felicità è condividere la gioia,
felicità è avere ben vissuto al momento di
morire,
felicità è trascendere la sofferenza.
Questi sono i primi passi del cammino:
padronanza dei sensi,
semplicità,
pratica degli insegnamenti,
coltivare amicizie pure, virtuose, attive.
DHAMMAPADA, Il cammino della liberazione
Antico canone buddhista
.{.Farfalle. }.
Phersephonae ~ sabato, 19 aprile 2008

Mi capita spesso di sentire parlare di sensazioni, percezioni sensoriali più o meno forti, ogni tanto ho avuto modo anche di avvertirle su di me, soffi leggeri a cui ho qualche volta dato importanza senza riscontro, altre volte, pur ignorandole ostinatamente, si sono imposte senza permesso, lasciandomi addosso una sorta di inquieto smarrimento, una bussola senza nord.
E' come trovarsi al centro della scena, con i riflettori puntati contro, di fronte il buio della sala, attratti e allo stesso tempo abbagliati da mille luci diverse.
Quando ho provato a spiegarmele non sono riuscita neppure a trovarne l'inizio, o mi sono persa negli scatoli della memoria in cui ho infilato le mani a casaccio, tirando fuori pezzi confusi e confondendomi io stessa, attraverso strade senza ritorno, complicate come labirinti.
Quando mi sento esausta, invece, allargo le braccia, e mi lascio andare alla corrente, alla brezza leggera che mi fa socchiudere gli occhi, aspirando l'aria tutt'attorno, accettando solo l'effetto che sento addosso, senza cercare spiegazioni, senza interpretare nulla. Da qualche parte arriverà un segnale, un'indicazione da seguire, prima o poi uno alla volta i mille riflettori si spegneranno e resterà solo una luce. Aspetto, ricomincio ad aspettare. Ci vuole pazienza.
.{.Farfalle. }.
Phersephonae ~ mercoledì, 02 aprile 2008

Tardo pomeriggio, location presso un discreto studio professionale, targa ottone cromato.
L'invito è stato cortese e riservato, trattasi di un incontro informale fra amici, livello medio-alto, pochi ma buoni-tu-capisci.
Accoglienza moderatamente festosa, contesto assolutamente soft, tappeti e quadri di pregio, sedie in stile che accolgono solo le signore presenti, fra cui, ahimè, anch'io.
Dopo una breve attesa, giunge l'Atteso, tra due ali di boys, fende gli astanti con piglio sicuro da condottiero gentiluomo, breve giro di strette di mano virili fra uomini, lievi accenni di perfetti inchini alle suddette signore, la cui età oscilla tra i 22 e i 75, la fascia intermedia è rappresentata solo da me, che inizio ad avvertire un leggero disagio riconducibile alla domanda interiore: che ci faccio qui?...
Premesso che non farò assolutamente cenno nè al ruolo ricoperto dal Santo in questione, nè tantomeno menzionerò il partito o schieramento di cui fa parte, e non per par condicio, ma solo per una velata forma di nausea-schifo-voltastomaco generale, da questo istruttivo meeting pre-elettorale risevato a pochi intimi imparo ancora qualcosa e cioè:
- non c'è limite alla faccia di bronzo dei nostri politicanti (o almeno di buona parte);
- non c'è limite neppure al lecchinaggio di gente già molto ben piazzata che non smette però di sgomitare pur di restare sempre in pole position, e non importa dove o con chi;
- per ogni Santo c'è una corte celeste (o infernale, o dei miracoli) costituita da veline, casi umani con bimbi in braccio, immancabili avvocati azzeccagarbugli, portavoce e porta-portavoce, giovani rampanti in cravatta e jeans griffato, meno giovani ma belli con spillini attaccati al rever della giacca che testimoniano l'indubbia appartenenza ad un circolo, una lega, una corporazione, un oratorio etc.
- alla fine della fiera pre-elettorale, dopo lo scambio di lodi al Santo ricambiato da ferme promesse sostenute da fieri propositi, c'è sempre un ricco cocktail, molto fine ed elegante, cui segue distribuzione di bigliettini, facsimile di schede precompilate, persino brochure con il curriculum del Nostro, corredato da foto patinata senza una ruga, neppure d'espressione.
Sono uscita più presto possibile da quell'orrenda trappola per topi sull'orlo di una crisi di nervi, e non so neppure quale fosse il sentimento sovrastante, se non, appunto, disagio.
Ho gettato tutto quel materiale cartaceo nel primo cassonetto che ho trovato e ho fatto un lungo giro fuori centro, prima di tornare a casa, così, per respirare.
Ah, dimenticavo: non ho assaggiato nulla, neppure un bignè.
.{.Farfalle. }.
Phersephonae ~ venerdì, 28 marzo 2008

Ci sono città che ti restano dentro per sempre, sospese tra la nostalgia e il desiderio.
Sono strade, vicoli, palazzi, e raggi di sole che colpiscono a tradimento.
Odori di fiori, erba tagliata, campanelle di scuola e decisioni fulminee-oggi-non-entriamo, e via di corsa sul 93 rosso verso il centro, direzione libertà.
Ci sono bar, uguali e diversi, che ti tornano in mente ogni volta ed ogni volta riprendi lo stesso cornetto, lo stesso frappè, mentre hai sedici anni su una spalla e sull'altra molti di più.
Sogni, speranze, illusioni e canzoni, cuori infranti sulla panchina sotto casa, inconsolabili persino dal tramonto che ritaglia i contorni delle case, delle chiese, dei viali alberati.
E risate a piena gola dentro i cortili, negli androni, sui pianerottoli quando ti scordi le chiavi di casa e tocca aspettare le tre per entrare, che torni qualcuno e ti trovi seduta per terra, insieme al solito gruppo di amiche affamate di chiacchiere infinite chiuse dentro la stanza-sacrario-rifugio-confessionale.
Ci sono città lasciate con dolore, e sempre con lo stesso dolore le lasci quando riparti, cosciente che non ti appartengono ma che tu appartieni a loro, ed è un amore senza fine, senza ritorno, senza partenze, che rimane per sempre sospeso, tra pelle e cuore, silenzioso rumore.
.{.Farfalle. }.
Phersephonae ~ lunedì, 10 marzo 2008

" Star ritta su di una roccia a picco sul mare,
con la certezza e sicurezza che basta un passo indietro
e sei al sicuro."
Guida alla felicità minore
Renata Pucci di Benisichi
.{.Farfalle. }.
Phersephonae ~ martedì, 19 febbraio 2008

Immagino questo schermo come una finestra aperta sul mondo.
Quante volte ho girovagato tra le pagine web, curiosando, cercando emozioni, suggestioni o forse solo affinità o somiglianze.
Ho letto storie, ne ho scritte anch'io, più volte ho solo percepito un'immenso bisogno di comunicare, lanciare il proprio segnale, quasi un richiamo, come un messaggio in bottiglia.
Mi colpisce sempre la voglia di raccontarsi o magari trasformarsi in altro da sè, forse come si vorrebbe essere, forse come si è stati prima che l'onda d'urto, una delle tante che periodicamente investe tutti, colpisse, travolgendo, stravolgendo, confondendo o sconvolgendo le nostre certezze, i punti fermi o solo le aspettative.
E così può capitare di inventarsi persone diverse, magari forti così come non si è, padroni e sicuri di se stessi, mentre invece tutto il nostro essere reclama solo attenzione, aiuto, conforto.
Se solo si prova a leggere oltre le righe affidate alla rete, quante volte si possono percepire cento, mille voci che chiedono ascolto, in un complicato sistema di simboli e segni, maschere e volti. Tutto questo mi ricorda la favola di Peter Pan, una delle mie preferite, la lotta impari dell'eterno bambino con la sua Ombra capricciosa, che si stacca da lui per fargli dispetto, per poi ritornare e farsi ancora una volta ricucire addosso. Perchè solo allora Peter può tornare a volare, seconda stella a destra, verso l'Isola-che-non-c'è...
.{.Farfalle. }.
Phersephonae ~ martedì, 12 febbraio 2008

"L'immaginazione scopre, d'un tratto, l'essere favoloso.
La Fenice è anche l'essere della doppia favola: si infiamma con il proprio fuoco; rinasce dalle proprie ceneri.
Dovremo provare a vivere questo doppio miracolo, noi che non crediamo più a quello che immaginiamo." (Gaston Bachelard)
Me lo dedico da sola, per darmi fiducia.
.{.Farfalle. }.
Phersephonae ~ lunedì, 04 febbraio 2008

"Cerca e non troverai, non cercare e troverai immediatamente.
Fermati ed è lì. Corri e non è da nessuna parte."
.{.Farfalle. }.
Phersephonae ~ lunedì, 14 gennaio 2008

Il vento arruffa le onde,
buca le nuvole e libera un raggio di sole.
L'aria sembra più densa, carica di elettricità sospesa.
Oh, mare, com'è forte il tuo richiamo.
Hai tatuato il mio cuore, e vi hai inciso il tuo nome.
.{.Farfalle. }.
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Metamorfosi di una farfalla
Un elemento in continua trasformazione, aria, fuoco, terra, acqua...
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