Metamorfosi Di Una Farfalla.

Phersephonae ~ mercoledì, 23 giugno 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non ho bisogno di parole e di suoni, mi basta l'orizzonte, e il vento che fischia.

Vorrei per un attimo, e solo per un attimo, vedervi venire incontro, camminando leggeri,

posando le vostre orme sulla battigia.

E vi riconoscerei, ad uno ad uno, prima lontani e indistinti, ma familiari,

come certi odori di pane appena sfornato, come il profumo selvatico dell'erba.

Mi verreste incontro, sorridendo, i vostri visi scaldati dal sole,

come appena ieri.



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.{.Farfalle. }.


Phersephonae ~ lunedì, 21 giugno 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualche volta mi capita di sognare di percorrere strade come queste, costeggiate di alberi pieni di fronde..cammino leggera, senza una vera destinazione, ma con la perfetta cognizione di andare verso il posto giusto.Quando decido di staccare la spina con il resto del mondo è questa l' immagine che riproduco nella mia mente, ed è sempre una sensazione di movimento, di passi veloci, silenziosi, quasi a staccarsi da terra..in realtà sono quasi sempre con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole, come direbbe Flaiano.

Ieri ho ritrovato un cartiglio tra le pagine di una vecchissima agenda, un disegno scarabocchiato a matita, come quando si è sovrappensiero, una specie di sentierino, e fiori e foglie sparse qua e là, e poi a penna:

Tu ci sarai, lo so, ad aspettarmi/ quando verrò con la mia valigia piena dei tuoi sorrisi nascosti.

Mi guarderai negli occhi/ e finalmente ti muoverai

e seguirò il gioco delle tue mani/ come farfalle nel sole.



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Phersephonae ~ venerdì, 18 giugno 2004

Il vento è impetuoso,sebbene sia giugno inoltrato, ulula insinuandosi tra gli infissi, e il mare è gonfio, ribolle.

Nonostante sia inquietante, mi piace il Maestrale, il vento maestro, pulisce il cielo con forza, rende nitidi i contorni.

Coelho racconta dell'incontro fra Santiago e il vento.I venti sanno sempre tutto, perchè attraversano il mondo, ma senza avere un luogo da cui nascere e un luogo in cui morire.

"Aiutami,chiese il ragazzo al vento- In te, un giorno ho udito la voce della mia amata." "Tu non puoi essere il vento,disse il vento-Noi due siamo di natura diversa." "Non è vero, affermò il ragazzo, mentre giravo il mondo insieme a te, ho conosciuto i segreti dell'alchimia.In me ci sono venti, deserti, oceani, stelle e tutto quanto è stato creato nell'Universo.Siamo stati creati dalla stessa Mano, abbiamo la stessa Anima.Voglio essere come te, penetrare ovunque, attraversare i mari, sollevare la sabbia che ricopre il mio tesoro,avvicinare la voce della mia amata.Insegnami a essere vento per alcuni istanti, affinchè possiamo parlare delle possibilità illimitate degli uomini e dei venti.(....)Lo chiamano Amore, quando si ama, allora si riesce a essere qualunque cosa tra quelle della Creazione, quando si ama, non si ha alcun bisogno di capire che cosa accade, perchè tutto comincia ad accadere dentro di noi, e gli uomini possono addirittura trasformarsi in vento."

Intanto soffia con forza, e agita le cime degli alberi.



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Phersephonae ~ martedì, 15 giugno 2004

 

 

 

 

 

 

Ascolto "Sorry, seems to be a hardest world" ripensando alla giornata di oggi, un lungo giro attraverso la mia regione, costeggiando Tirreno e Jonio, nel punto in cui i due mari confluiscono, colori forti come il dialetto locale, visi antichi, alcuni di una bellezza altera ma non vanagloriosa...mi colpiscono sempre le donne, matriarche, austere e diffidenti, eppure ospitali e generose, mani grosse e nodose capaci di reggere intere famiglie..se le guardi negli occhi sostengono lo sguardo con forza e ti fanno sentire estraneo, forse nemico.

Percepisco così l'appartenenza al territorio, la loro ma anche la mia, sento dentro l'anima una storia antica e profonda, lontana nel tempo ma radicata saldamente, solco scavato da un aratro secolare come gli ulivi infiniti che costeggiano la strada..e infine quel mare che d'un tratto compare in fondo, senza confine, oltre come il cielo, come l'orizzonte a cui volgi lo sguardo perdendoti, aspettando di vedere chissà, mostri marini, onde spaventose, e laggiù qualcosa ancora, forse Itaca...



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Phersephonae ~ venerdì, 11 giugno 2004

Quando può iniziare la nostra felicità? Quando saremo persuasi che la verità non esiste.A partire da questo punto, ogni modalità di salvezza è possibile, persino una salvezza attraverso il niente.Abbiamo tutti lo stesso difetto: aspettiamo di vivere, giacchè non abbiamo il coraggio ogni istante.Perchè non mettere in ogni attimo una passione e un'ardore tali da farne un'assoluto, un'eternità? Impariamo a vivere appena non abbiamo da attenderci più nulla;fin quando aspettiamo, non possiamo imparare niente, perchè non viviamo in un presente concreto e vivo, ma in un futuro insulso e lontano.Bisognerebbe non aspettare nulla, tranne le suggestioni immediate dell'attimo, aspettare senza la coscienza del tempo.Riconquistare l'immediato...

Rifletto su questo pensando a quanto sta avvenendo in questi giorni, penso a M. che ha aspettato di vivere per tutta la vita, ed ora, chissà...penso a V. che la vita l'ha aggredita, tanto quanto il suo male, e la passione e l'ardore li ha messi in ogni istante..e penso anche a B., anima bella e desolata, che le sue suggestioni, tante, le ha chiuse nel cassetto, per paura, per viltà, e aspetta ancora, inquieta...



| 22:17 | commenti (1)

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Phersephonae ~ martedì, 08 giugno 2004

Probabilmente decidere di affidare allo sconfinato mondo degli internet-nauti i propri pensieri e parole è un pò come lanciare un messaggio in una bottiglia nel bel mezzo dell'oceano..in realtà forse non si desidera neppure chiedere qualcosa, aiuto, soccorso,ma semplicemente avere la percezione che comunque le tue parole potrebbero essere lette ovunque e da chiunque..quanti hanno visto( o letto il libro)" Le parole che non ti ho detto" ricorderanno forse il non lieto fine che lascia un pò di tristezza..ma credo che non sia quello l'obiettivo dell'autore, quanto piuttosto lasciare appesa l'idea dello spazio illimitato in cui viviamo, senza rendercene conto...se invece mi trasformo in bottiglia lanciata tra le onde entro in questa dimensione, e comunico, senza barriere, senza sovrastrutture mentali, senza pretese di verità assolute o proclami esistenziali, semplicemente sono, ci sono.

 



| 19:40 | commenti (2)

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Phersephonae ~ sabato, 05 giugno 2004

Il mare è la metafora del cuore, come la terra lo è dell'anima: incapace di vivere senza i segni del mondo, l'anima è sempre in cerca di salvezza...il cuore non teme il dolore e dunque anela a cose più lontane, abissali, indistinte, senza confine, senza tempo.

Nel cuore dell'uomo c'è voglia d'infinito, di terre non scoperte, di atmosfere burrascose o trasognate.

Quando la costa scompare il senso del mondo si capovolge e lo spazio e il tempo appaiono nel loro assoluto..il cuore si sente libero, senza ormeggi, e vuole solo se stesso, come l'onda vuole il ritorno, come l'abisso vuole la profondità, come il vento sospinge le vele.

L'anima cerca l'approdo, il cuore l'infinito.

 



| 08:35 | commenti (2)

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Phersephonae ~ mercoledì, 02 giugno 2004

Si dovrebbero fare almeno un paio di volte l'anno le grandi pulizie sulla soglia della coscienza, perchè gli avvenimenti, specie se incalzanti, riescono a narcotizzare i sensi interiori e dunque si possono passare anche degli anni vivendo in uno stato di semi-trance, travolti da cose che si devono assolutamente fare o non fare, rimandando a tempi migliori gli incontri con se stessi...se allora un giorno qualunque succede che il bruco esce dal bozzolo e inizia ad annusare l'aria, vivaddio,  la vita va avanti davvero!

Dubitare di se stesso è il primo segno dell'intelligenza, la radice del motore del mondo,l'eterno divenire, ti obbliga a fermarti, senza preavviso, senza drammi, senza panico, un giorno qualsiasi della tua vita, placa per un prezioso istante la tua frenesia di correre, fare, creare, costruire,elaborare, ti toglie il respiro quasi terapeuticamente, e lo rimodula su ritmi più lenti, dilatati, ti chiede tempo, ti fa rimbombare dentro l'esigenza assoluta di silenzio per permettere alle tue domande di affiorare come scogli a pelo d'acqua...se assecondi tutto questo con dolcezza  poco a poco spiegherai le tue ali verso altre nuvole, davvero. 



| 21:18 | commenti (2)

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Metamorfosi di una farfalla


Un elemento in continua trasformazione, aria, fuoco, terra, acqua...



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