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Phersephonae ~
Avrà avuto sette, otto anni, non molti di più: la sua, alla fine, era una storia semplice, come tante altre nel mondo. Ancora adesso, che è grande, qualche volta si domanda quanto di vero c'era nei suoi sentimenti, nelle sue cose segrete, e quanto non fosse frutto di fantasia, o solo l'elaborazione di un ricordo. Se ci pensa bene, si convince di avere sempre un pò esagerato, di avere fatto un pò di voluta confusione tra ciò che le rimane in mente- poco, a dire il vero- e ciò che vorrebbe tenacemente. Avrà avuto sette, otto anni, non molti di più, eppure certi giorni ne aveva già sedici, forse venti, e il cuore batteva più velocemente, per far passare presto il tempo, ed eliminare quella condizione rifiutata, che la faceva sentire diversa, sola e fragile come un vetro scheggiato. Quando si attacca a quei fotogrammi sfocati, si vede e si ripiega su se stessa, ancora, ed ancora sente addosso quell'immagine detestata, la bambina delicata da proteggere, quella che la maestra amorosa teneva accanto a sè, distraendola dal ricordo dell'assenza, specialmente quando si approssimava quella famigerata prima domenica di maggio, festa comandata, e i compagni fabbricavano puntaspilli a forma di cuore, di cartoncino vellutato rosso cupo. Se li sentiva tutti piantati dentro, cento, mille spilli, facevano davvero male, e forse il suo viso lo mostrava, quel dolore forte, ma c'era sempre qualche grande che se ne accorgeva, e interveniva deciso a toglierlo di mezzo subito, che non andasse avanti, che non dilagasse. Il rimedio veniva somministrato a dosi prestabilite, un cucchiaio, un cucchiaino, poche gocce disciolte nel latte con il miele, e ora basta, sei guarita. Se ne convinceva senza fare troppe storie, e pezzo dopo pezzo, si rincollava con noncuranza, e tornava a ricostruirsi. Gli altri, i grandi, tiravano un sospiro di sollievo, e si sentivano bravi medici. A lei restava un sottile velo di malinconia, ma era proprio nel fondo degli occhi, e nei giorni di sole non si vedeva neppure; e adesso, che la bambina è grande davvero, solo se guardi bene riesci ad intravvederlo, quel velo nascosto e protetto, tra i mille colori degli occhi e quel puntaspilli a forma di cuore. | 17:59 | commenti (14)
Phersephonae ~
Ufficio, pausa caffè. (provocatore) : Allora, che voti alle elezioni? (guardingo) : Mah... sai, non è che la politica mi interessi tanto... (ammiccante) : Scusa, ma non hai una tua idea?.. (vago) : ...sssìì... però non è definita, ci sono uomini buoni e uomini cattivi... (curioso) : ...e che c'entra? (rianimato) : C'entra, c'entra, io credo agli uomini, non alle idee, e nemmeno ai partiti! (insistente) : E allora così non hai un'idea tua? (speranzoso) : Perchè, tu invece sì? E come te la sei fatta?.. (deciso) : Scusa, per esempio, tu sei contro la pena di morte? Sei a favore della liberalizzazione delle droghe leggere? Sei a favore dei matrimoni fra gay? (incerto) : Mah... un pò sì, forse sì, anzi sì... (sicurissimo) : Ecco qua, allora sei di sinistra! Se invece eri contrario appartenevi alla destra. (reazionario) : Ah. Però, scusa, non sono tanto d'accordo, io frequento tutta gente di destra, ma non penso sempre come loro, mica è solo questa la differenza! (sprezzante) : Ma io non capisco come è possibile al giorno d'oggi non avere un'idea politica precisa... persino mia nonna, quindi PURE una donna, sa cos'è la destra e cos'è la sinistra..! Ma almeno ti aggiorni, ti informi?.. Lo sai con che sistema andremo a votare?.. (mortificato) : Perchè, è cambiato? Ma scusa, prima quale c'era? Non si usavano le schede?... | 18:43 | commenti (9)
Phersephonae ~
A Momentary Lapse Of Reason Che poi lei lo sapeva, di questa sua debolezza. Ogni volta, la stessa storia : puntualizzare l'ovvio, il già detto, infiocchettare pacchetti di frasi di circostanza, quelle buone, conservate con cura, sempre nello stesso cassetto segreto, chiuso a chiave, da utilizzare al bisogno, con grazia innocente. L'avrebbe strozzata, quando periodicamente accadeva. Cercava di sviare lo sguardo, spostare l'attenzione, si concentrava sulla tabellina dell'otto e sulle poesie di Natale, ma non c'era nulla da fare, e nel constatare l'inamovibilità del pensiero, si innervosiva di più e le saliva in gola una specie di ruggito che mandava giù a forza di colpi di tosse. La cosa che la faceva letteralmente uscire di testa era la sua faccia tosta, di bronzo, una vera maschera apotropaica, il sorrisetto spalmato sulle labbra a cuoricino, gli occhi brillanti di presunzione secolare, i gesti morbidi e seduttivi. Nei momenti peggiori, quelli in cui la ragione andava in corto, avrebbe desiderato tanto uno spunto, solo un appiglio cui afferrarsi per scatenare l'apocalisse, generare una slavina, scoperchiare un vulcano, liberare il magma che le covava dentro da secoli infiniti, imbottigliato e ben tappato... poi, così come montava furiosamente, passato l'attimo, sgonfiava di colpo, una specie di soufflè malriuscito, solo da buttare via. E alla fine, di tutto il gran subbuglio, rimaneva cenere, e l'urgente, insopprimibile esigenza di cancellare, resettare, chiudere tutti i cassetti a forza, spingendone dentro il contenuto in disordine, i pensieri feroci e quelli inconfessabili. Senza però gettare la chiave. | 18:14 | commenti (5)
Phersephonae ~
Ed anche per quest'anno, come Dio ha voluto, ne siamo usciti indenni. L'anno vecchio e l'anno nuovo si sono fronteggiati ancora una volta, sotto i nostri occhi appannati dallo spumante e dagli eccessi di buonismo, e con gran fragore di botti se le sono date di santa ragione. Ha vinto, com'era prevedibile, l'anno nuovo, che è stato portato in processione, osannato, vezzeggiato e coccolato di profumi e balocchi. Dell'anno vecchio non parla più nessuno, se non per dirne un gran male, per mandarlo a quel paese con astio e rancore, ricordandone solo le disgrazie. Mi colpiscono sempre le città del giorno dopo; scenari di guerra finita da poco, macerie di botti scoppiati, cocci di bottiglie agli angoli delle strade. In giro, personaggi straniti come i replicanti di Blade Runner. Ognuno ha compiuto il proprio rito propiziatorio e ha liberato i sogni inespressi, rompendo gli argini della quotidianità; per una notte s'è dato fondo a tutti i recessi, cantucci segreti, malinconie conservate per un anno intero, desideri frustrati, ambizioni gratuite. Per una notte qualcuno si è sentito libero e zingaro felice, qualcun altro invece ha preso coscienza della propria condizione, qualunque essa sia, e non ne ha retto il contraccolpo. Per tutti, credo, pensieri in libertà, voli pindarici con ali spiegate e sicure, speranze contro ogni speranza, progetti a lungo termine, nuove certezze incrollabili. Per fortuna, siamo già al due gennaio.
| 10:37 | commenti (14)
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Metamorfosi di una farfalla
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