Phersephonae ~ lunedì, 30 ottobre 2006

Sento che l'aria, impercettibilmente, sta cambiando.
Abbiamo perso la pazienza di aspettare il ciclo delle stagioni, ci è sembrato strano questo prolungamento di quasi estate...ma io ricordo che fino a non molto tempo fa, almeno in alcune regioni, era del tutto normale "mettere le calze dopo i morti", tornare da scuola sudati e sentirsi dire "cambiati, che questo è tempo da raffreddore!" oppure a volte prendersi un acquazzone forte e breve, come un risciacquo d'aria, che lasciava addosso un aroma di foglie umide, di felpe bagnate, di corse senza ombrello, mischiato ad odore di matite temperate, di gomma pane, di astucci nuovi...era l'autunno, quello vero, senza possibilità di errori metereologici. Altro che Halloween, si cominciava da subito il conteggio per le vacanze di Natale.
Oggi le ferie d'estate finiscono presto, non esiste più la "villeggiatura" come recitavano le poesie di fine anno scolastico, dunque vorremmo mettere i maglioni quasi appena riposti i costumi, ci infastidisce quel periodo di transizione fatto di due-tre capi d'abbigliamento, lo sopportiamo poco, ci sembra indefinito.
A me invece piace, quella temperatura mite, tiepida ma capace di bruschi cambiamenti, frizzante al mattino presto, con le nuvole che corrono più veloci, sospinte da venti diversi, mi piace quel rumore di foglie sugli alberi, quel colore rosso che riscalda l'anima con delicatezza, l'autunno mi appare come un gentiluomo d'altri tempi, elegante nei modi, sommesso nel passarti accanto, mai triste o malinconico, semmai un tempo d'attesa, di riflessione, di pacatezza.
" Quest'anno quest'inizio d'autunno nel meridione
m'impasticcio di mare di sabbia di sole (...)
La notte, il cielo ha un buon odore di semi
la notte, il cielo scende sulla via polverosa
mi impasticcio di stelle."
Nazim Hikmet, dall'esilio
.{.Farfalle. }.
Phersephonae ~ sabato, 14 ottobre 2006

Mio fratello che guardi il mondo...
a volte mi sembra che non sei mai cresciuto e ti penso così, sette-otto anni, imperterrito rompiscatole della mia adolescenza.
La differenza d'età oggi si è annullata, eppure ancora mi appari piccolo, perso nel mare delle tue incertezze, delle decisioni difficili, perseguitato dall'immagine che ti senti appiccicata addosso e che ti rimbalza contro come un boomerang quando meno te lo aspetti.
E' forse più faticoso crescere, per certi uomini-ragazzi, che si trovano grandi di colpo e chissà, avrebbero voluto giocare ancora ai soldatini o al subbuteo, è di certo una generazione strana, quella dei trentacinquenni di oggi, magari ben avviati professionalmente ma con un retrogusto incompiuto che forse non riescono a spiegarsi.
Mi ritorna in mente quando sei nato, e adesso eravamo in due a contenderci il territorio, io con la mia storia così delicata alle spalle, tu l'erede maschio, bello, biondo e tutto boccoli, un vero principino. Inutile combattere, non c'era lotta, vincevi comunque tu.
Quando poi è arrivato l'altro ho capito che era meglio avviare trattative diplomatiche, e diventare amici, o non ne sarei uscita viva.
Eppure, ad onor del vero, non ho mai provato gelosia o competitività, la nostra è stata una crescita completamente diversa, per lo scarto notevole di età, forse ho spianato qualche strada, ma forse sono stata anche un elemento fastidioso, la sorella grande, la saggia, una specie di grillo parlante, una pallosa, insomma. Poi sei cresciuto anche tu, e il lavoro ti ha portato lontano. Scelte di vita non sempre condivisibili hanno generato tensioni in chi da te si aspettava chissà cosa. E lì è cominciato il tuo percorso più doloroso, lo scollamento dell'immagine di te da quella che è la tua vera essenza, di cui non riesci ancora a cogliere completamente i contorni.
Abbiamo versato fiumi di parole insieme, nel tentativo di fare ordine nella tua testa e nel tuo cuore, alla fine ho pensato che tocca a te solo decidere se e quando liberare i pensieri profondi, quelli che ti fanno uscire di notte a girovagare per la città che dorme o semplicemente ti tengono sveglio con gli occhi aperti nel buio, e contare i battiti del cuore.
Faticoso crescere, caro fratello che a volte mi sembri figlio unico, quando ti guardi allo specchio e non ti riconosci, e ti vedi forse come qualche volta ti vedo io, vestito da Zorro con un baffo solo alla festa dell'asilo, spadaccino senza macchia sì, ma con tanta paura...
.{.Farfalle. }.
Phersephonae ~ martedì, 03 ottobre 2006

P. ha occhi grandi, un pò sporgenti, spesso appaiono gonfi, come dopo un gran pianto, o quando si è dormito poco.
Anche il suo cuore è gonfio, lo sento dal tono della voce al telefono, prova a rimproverarmi:
"Non ti fai sentire mai..." ed ha ragione, lo ammetto, spesso mi sono defilata nel corso degli anni, mi capita quando ho a che fare con persone inclini al lamento fine a se stesso, senza alternative. Per natura impaziente, non amo lo stagno anzi ne fuggo, lancio pietre, smuovo acque e provoco temporali, tutto piuttosto che quella calma piatta e paludosa.
E P. per anni ci ha galleggiato, nello stagno, affondando miseramente le sue speranze, le sue aspettative, i suoi centomila perchè vuoti, persino le sue modeste botte di vita.
"Hai ragione, P., non ho scusanti..." lei è oltre, mi ha già perdonata, come sempre: "Lo sai, sono ancora qui, non sono più tornata su a casa!" Sorrido: "Ah, vacanze lunghe, quest'anno!"
Colpo di scena, ribollìo di stagno: " No, no, ho deciso: ho mollato tutto, mi sono trasferita qui, sola." P. non ha mai lavorato fuori casa, ma ha portato avanti tre figli difficili come meglio ha saputo e potuto, ha custodito un marito manesco e volgare che le ha prosciugato l'entusiasmo e la curiosità, rendendola triste e insicura. Per anni abbiamo discusso sull'opportunità di camminare da sola, trovarsi magari un'occupazione dignitosa, lasciarlo. Ma c'era sempre qualche priorità, un figlio disagiato, l'altro disoccupato cronico, la famiglia d'origine che le avrebbe certo voltato le spalle, P. non ce la faceva proprio nemmeno a reagire, ed erano lunghissimi colloqui dolorosi ed estenuanti, inutili, dai quali uscivo stremata, con un vago senso di soffocamento che mi stringeva la gola e la sensazione che, in fondo, mancasse la volontà.
Anni di pillole ingoiate nella speranza di anestetizzare il cuore ferito, anni di disturbi psicosomatici vari, alcuni invalidanti, altri imbarazzanti, anni di solitudine, perchè alla fine resti sola, con le tue giornate sempre uguali e i tuoi sguardi tristi. Il dolore avvelena, lento e sottile, e molte volte fa paura, allontana.
"Non mi dire, stavolta davvero?..." La sua voce è un soffio: "Sì...mi sono portata solo i vestiti. Gli ho lasciato tutto, non mi importa più di nulla." " E scusa, come ti mantieni? Come fai?..."
"Sto nella vecchia casa dei miei, vedi che bel regalo che m'ha fatto mia mamma morendo, almeno un tetto ce l'ho, lui mi dà 350 euro al mese, me li faccio bastare. Piuttosto chiedo l'elemosina, ma a casa non torno. Non torno più!" Sbalordisco: " E i tuoi figli?" "Sono grandi ormai, ho finito il mio compito, li ho cresciuti, li amerò per sempre ma hanno la loro vita, se ne faranno una ragione. Io a casa non torno. " Lo ribadisce con forza e capisco che lo dice a sè stessa, per convincersi, e prima che la paura l'assalga.
"P. vienimi a trovare, ci vediamo..." "Sì, appena imparo a muovermi con gli autobus, non ho altro mezzo, non potrei permettermelo, ma vengo, contaci!" Mi intenerisco: "Sei brava, P., davvero, sei coraggiosa, vedrai che andrà tutto bene, ce l'hai fatta, il peggio è alle spalle!" La voce le trema: " Sì, sì...ma tu fatti sentire, ci vediamo, va bene?" Vorrei abbracciarla: " Certo che sì, se hai bisogno di qualsiasi cosa, non esitare a chiedere..." "Ho bisogno di riprendermi la vita. Non c'è prezzo, per questo." Chiudo il telefono e me la immagino, spaventata a morte, fragile e insicura ma finalmente cosciente di sè, e con tanta voglia di vivere, nonostante abbia ben superato la cinquantina. E penso che, anche se non sarà facile, stavolta ce la farà. Perchè certe prigioni sono peggio dell'ergastolo.
.{.Farfalle. }.
|
Metamorfosi di una farfalla
Un elemento in continua trasformazione, aria, fuoco, terra, acqua...
Counter
*loading*
Friends
Alidada Almost Blue Blog Stretto Brioche Cabiria cassiope Ce - The Unforgettable Fire Daphnee il laboratorio della fantasia Just Like Heaven Lilas Marietta Amarcord Oz Sandy arte soffiodimaggio
Credits
Template scaricabile su poison-templates e templatextutti
PoisonBlood ♥ HTML
Last comments
Mo2 in Post senza par... alidada in Post senza par... lo_struzzo_nero in Post senza par... alidada in Post senza par... utente anonimo in Post senza par... OrmeArancioni in Post senza par... enzas in Post senza par... Phersephonae in Post senza par... daphnee in Post senza par... OrmeArancioni in Allora, faccia...
Archive
oggi
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
giugno 2004
maggio 2004
|