Metamorfosi Di Una Farfalla.

Phersephonae ~ giovedì, 25 gennaio 2007

http://erewhon.ticonuno.it/arch/2000/societa/migranti/img/emigranti.jpg

Partirono in tre, negli anni della fame e della guerra ancora calda.
Si conoscevano appena, nonostante facessero parte della stessa famiglia, ma quelli erano tempi di distanze che sembravano più lontane della luna, in cui le notizie arrivavano lente, a bordo di lettere scritte su carta tanto fine da sembrare velina.
Erano cugini fra di loro, o più o meno imparentati per vie traverse, maschi del Sud, braccia forti, cuore caldo e tanto coraggio in valigia insieme alle ruvide maglie di lana di quegli anni che mani amorose avevano piegato con cura e riposto umide di lacrime già di nostalgia.
Vito era il più grande, pugliese fino in fondo, alto e massiccio, passione per la boxe, vantava una lontana parentela con Rodolfo Valentino, cui naturalmente si accomunava per le formidabili doti amatorie. Di fatto era solo, single si direbbe oggi, lasciava a casa la mamma vedova e un numero imprecisato di sorelle, tutte da maritare.
Nino era il più giovane e taciturno. La partenza lo aveva colto impreparato, dei tre era quello che faceva più fatica a trattenere lo sconforto. La paura dell'ignoto, del mondo nuovo così lontano e così diverso dall'Aspromonte da cui proveniva, lo prendeva alla gola e gli faceva sentire il cuore stretto in una morsa più tenace di quelle che utilizzava alla falegnameria presso cui lavorava per raggranellare qualche soldo. Aveva la fidanzata, di nascosto, e si erano salutati furtivamente, scambiandosi promesse e giuramenti.
Paolo era suo fratello maggiore, un tipo tosto e solido, dei tre era il caposquadra, quello che aveva avuto l'idea di partire, di lasciare la Calabria dolente per le ferite del terremoto e della guerra, destinazione l'America, aveva faticato non poco a convincere la moglie che infine lo aveva accompagnato al porto, sei degli otto figli attaccati alla gonnellona nera, quattro soldi nascosti in vari punti della casa e tra le stecche del busto. Torno, divento imprenditore e torno.
Quando la nave s'è staccata dal molo salutavano tutti, da bordo e da terra, e a molti il mare sembrò traditore, e spietato.
La vita poi riprese come dopo un temporale, si asciugarono le lacrime, le donne si ripresero i figli e tornarono a casa. Per alcune di loro fu particolarmente dura, far quadrare e conti e la solitudine, poche notizie, poche lettere, poco di tutto arrivava da quell'America  che si era portata via i loro uomini con le loro speranze. A volte mesi interi di silenzio.
Poi qualcuno iniziò a tornare, raccontava storie incredibili da ascoltare a bocca aperta,  e portava notizie dei compaesani, tranquillizzava sulla salute e sul lavoro, sarebbero tornati tutti, e al più presto. Ormai era fatta, questione di poco, la vita cambiava.
Nino tornò per primo, senza lavoro e senza soldi, riprese il suo lavoro in falegnameria ed anche la fidanzata, che lo aveva aspettato e aveva avuto pure il coraggio di dirlo a suo padre, che se lo voleva sposare. Del resto adesso il ragazzo aveva un'altra credibilità, era stato emigrante.
Paolo tornò pure, poco dopo, ma con l'intenzione di ripartire subito, il tempo di spiegare a sua moglie che purtroppo s'era innamorato di un'altra, voleva vivere con lei anche se avrebbe fatto il suo dovere di padre, mantenendo dignitosamente i figli, che se poi se ne volevano partire con lui li avrebbe sistemati di certo, il lavoro c'era per tutti. La moglie lo lasciò parlare, poi mise in mezzo certi parenti suoi che gli fecero cambiare idea abbastanza velocemente. Ebbero altri due figli, lui rilevò la falegnameria dove lavorava suo fratello, divennero soci e imprenditori, contribuendo alla ricostruzione della città e dei paesi vicini. Ogni tanto se ne andava al porto a guardare le navi,si accendeva una sigaretta e sospirava.
Di Vito si seppe che era diventato pugile quasi professionista, poi era stato agganciato dalla malavita italoamericana, la Mano Nera, che gestiva buona parte del sottobosco delle competizioni, e dopo qualche esperienza poco chiara aveva appeso al chiodo i guantoni, prima che appendessero lui da qualche parte. Non tornò più, ma per un pò di tempo inviò delle foto color seppia che lo ritraevano elegantissimo, gilet e panama in testa. Niente donne al suo fianco, nessuna notizia in proposito. Le sorelle alla fine si sono rassegnate, e si sono sposate lo stesso, anche senza dote. Non ne hanno mai detto male, però, e a chi chiedeva rispondevano pronte che, bello com'era, lo avevano preso al cinematografo. E guai a chi ne dubitasse.

Questa lunga storia perchè mi è piaciuto ricordare questa parte di famiglia, come tante nel dopoguerra, fratelli partiti, tornati, dispersi, che hanno portato il loro nome nel mondo, insieme al loro cuore e ai loro sogni.




 

 





| 22:07 | commenti (9)

.{.Farfalle. }.


Phersephonae ~ sabato, 20 gennaio 2007

http://www.istitutograf.org/immagini/dore1.jpg

 

Il giorno era al tramonto.

quasi a picco sul mare a occidente

un grande sole stava, luminoso;

quando improvvisamente quella forma 

strana si pose tra noi e il sole.

Il sole presto si rigò di sbarre

(Madre del cielo aiutaci!)

come se da una grata di prigione

scrutasse con la grande faccia ardente.

Ahimè (pensavo e avevo il batticuore)

com'è vicina e come avanza rapida!

Sono sue quelle vele che nel sole

occhieggiano - vibranti ragnatele?

Sono sue le fiancate da cui il sole

scrutava come attraverso una grata?

E quella donna è tutto il suo equipaggio?

E quella, l'altra, è MORTE, e sono in due?

E' MORTE che fa coppia con la donna?

Le labbra aveva rosse e gli occhi impavidi,

e la chioma era bionda come l'oro:

ma aveva la pelle bianca di lebbrosa;

lei, lei era l'incubo VITA-IN-MORTE

che fa gelare il sangue nelle vene.
 

Morte e Vita-in-morte si son giocati l'equipaggio ai dadi,

e lei (la seconda) vince il vecchio marinaio
 

Mentre la nuda carcassa avanzava

le due figure gettavano i dadi:

"Il gioco è fatto! Ho vinto, ho vinto io!"

la donna disse, e tre volte fischiò.

Scomparve il sole e uscirono le stelle

fu buio all'improvviso;

sul mare con un mormorio lontano

si dileguava la nave spettrale.

Ascoltavamo e scrutavamo intorno!

La paura sembrava sorseggiarmi

dal cuore il sangue come da una coppa.

Le stelle erano opache, e densa era la notte.

Il volto del nocchiero biancheggiava

illuminato dalla sua lanterna.

Dalle vele rugiada gocciolava:

d'un tratto ad est la falce della luna

si levò, con una stella splendente 

presso la punta in basso.

A uno a uno sotto luna e stella,

senza il tempo di sospirare o gemere,

con orribile spasimo volgevano 

il viso, e con lo sguardo

ah, tutti quanti mi maledicevano.

S.T.Coleridge " La ballata del vecchio marinaio"

 

 

Gemono, oggi, le navi, nello Stretto.
Un lungo lamento, cantano il lutto, il mare accompagna il corteo rumoreggiando appena.
Scivolano lentamente le nuvole, anche il vento del porto s'accoda al dolore composto, mentre aspetta paziente di portare al largo corone d'alloro e fiori recisi.
Silenzioso, il vecchio mozzo, indossa la giubba delle feste e dei funerali, troppo grande per le sue spalle incurvate, le mani ruvide l'una nell'altra, inutili senza le sue gomene, senza le cime da buttare da una sponda all'altra. Nei suoi occhi asciutti s'allarga il mare, e se provi a sostenerne lo sguardo, ti sembra infinito, antico e lontano. L'approdo non c'è.
C'è ancora  mare, e gabbiani da salutare, e salmastro sulle labbra.

Domani si salpa, molla a poppa, molla tutto a prora.

 

Oggi è il giorno del dolore, per noi dello Stretto. Già domani inizieranno le colpe, e dimenticheremo chi comunque ha già pagato.

 

 

 





| 17:36 | commenti (4)

.{.Farfalle. }.


Phersephonae ~ giovedì, 11 gennaio 2007

http://www.magnoliaitalia.net/Collaboratori%20e%20docenti/Marchesi%20Sabina/MATERIALE%20DI%20BASE/SCRITTURA%20AVANZATO.JPG

... e allora scrivo.

Alla fine di una giornata così, senza pretese, senza particolari opinioni, scrivo perchè mi passa.
Mi passa lo sdegno che mi ha preso furiosamente quando ancora una volta ho perso tempo, inutilmente, tentando di far quadrare i miei conti, i miei ragionamenti, senza riuscirci, perchè tanto in certe situazioni funziona il più svelto ad arrivare.
Scrivo, e scrivo, e a volte faccio ghirigori di parole su fogli bianchi, quando davvero vorrei alzare scrivania e carte e colleghi inutili e lasciare tutti senza parole, -e-chi-l'avrebbe-detto...
Scrivo fiumi di pensieri, fiumane, torrenti in piena, scendono dritti dall'anima, traghettano dal cuore, superano gli argini della ragione e scendono, scendono veloci, più veloci del pensiero stesso, e mi sembra che nulla possa contenerli, neppure una pagina web, sconfinata come l'universo.
Scrivo perchè mi è sempre piaciuto, perchè mi rende libera, perchè mi fa sentire ascoltata da me stessa, perchè forse scrivo solo per questo, per ascoltarmi, per comprendermi, per circondarmi da sola di quell'abbraccio caldo e consolatorio che a volte mi manca.
Ed anche all'inizio di quest'anno, ecco, scrivo, senza avere nulla di particolare da dire, senza pretese, senza rivelazioni, senza scoop esistenziali. Scrivo anche a te, caro anno nuovo, e mi faccio tante domande, mentre penso a cosa scriverti, poi mi capita di ripensare ad una bella canzone di Guccini, credo, che più o meno dice

E un' altra volta è notte e suono,
non so nemmeno io per che motivo, forse perchè son vivo
e voglio in questo modo dire "sono"...

E  penso che sì,  allo stesso modo scrivo, scrivo, scrivo, perchè solo così sento di liberare "quel tarlo mai sincero che chiamano Pensiero"...
Buonanotte, e pensieri felici.


 


 



| 21:34 | commenti (10)

.{.Farfalle. }.



Metamorfosi di una farfalla


Un elemento in continua trasformazione, aria, fuoco, terra, acqua...



Counter
*loading*

Friends
Alidada
Almost Blue
Blog Stretto
Brioche
Cabiria
cassiope
Ce - The Unforgettable Fire
Daphnee
il laboratorio della fantasia
Just Like Heaven
Lilas
Marietta Amarcord
Oz
Sandy arte
soffiodimaggio

Credits
Template scaricabile su poison-templates e templatextutti
PoisonBlood ♥ HTML


Last comments
Mo2 in  Post senza par...
alidada in  Post senza par...
lo_struzzo_nero in  Post senza par...
alidada in  Post senza par...
utente anonimo in  Post senza par...
OrmeArancioni in  Post senza par...
enzas in  Post senza par...
Phersephonae in  Post senza par...
daphnee in  Post senza par...
OrmeArancioni in  Allora, faccia...

Archive
oggi
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
giugno 2004
maggio 2004