C'è una categoria di persone che detesto con tutti i sentimenti, quella degli Inflessibili, e mi duole ammettere che, fra le altre, la sub-categoria che meglio la rappresenta è spesso costituita da sottospecie di donne (perchè ci sono donne, donninicchie e quaquaraquà) presumibilmente scompagnate, per non dire zitelle acide come yogurt scaduto, in barba ai luoghi comuni.
Questa razza particolare trova il suo habitat migliore in tutte le situazioni che richiedono una risposta in tempi brevi, quelli quindi in cui non c'è modo di attivare nessuna interdisciplinarietà tipo -non è di mia competenza-si rivolga a...- oppure malcelate forme di bugiarda ipocrisia -non sono a conoscenza del problema-non so di cosa stia parlando- oppure ancora, l'infingardo -troppo tardi- è chiuso- torni domani, forse meglio fra un anno- ma queste sono bazzecole.
L'Inflessibile è tutta un'altra storia, ti ascolta pure, ti guarda persino in faccia, tamburella magnanimo le dita ben curate sulla scrivania e poi dichiara solenne: "No, non è possibile, mi dispiace ma è la procedura." Secco, irrevocabile, marziale. E tu, frustrato, vorresti aspettarlo fuori, nell'attesa bucargli tutte e quattro le ruote della sua inflessibile automobile, prenderlo a colpi di procedura fino a sgonfiarlo di tutta quella boria che invariabilmente lo accompagna.
E vengo ai fatti.
La scena si svolge nella pausa del pranzo panino-caffè-sigaretta, atmosfera rilassata, chiacchiere da bar dello sport. Squillo del telefono, la voce arriva da lontano, vagamente affaticata, dopo una sommaria spiegazione del problema chiede una proroga ad una firma, vista l'impossibilità fisica di presenziare. Una proroga, solo qualche giorno, il tempo di ristabilirmi.
L'ignara centralinista chiede lumi ai colleghi presenti i quali si passano la palla l'un con l'altro fino ad arrivare a Lei, l'Incaricata Speciale.
Come da copione infatti ascolta in silenzio il problema esposto, annuisce, compatisce, emette versi tipo -mhmh-ahaaha- come unico segno di ascolto equo e solidale e infine parte la schioppettata . "Mi dispiace, non è possibile, è la procedura." Le colleghe pietose propongono fax con certificati medici, e dài, solo per stavolta, ma l'Inflessibile non si piega, non se le fila nemmeno, rigida e compassata nel suo ruolo di Detentrice della Procedura, casual-chic quanto basta, con filino di perle d'ordinanza al collo. La voce al telefono tenta qualche chance, -ma forse- ma se...- nulla da fare, l'Inflessibile è fiera del suo rigore, ha l'autorità, può dire sì o no, e dice no. Nessuna proroga, nessuna deroga, niente di niente, solo la Procedura, solida come un blocco di granito.
Chiude il telefono, vagamente annoiata si guarda attorno senza cercare consensi "uffa, ragà, e quanto insisteva..." nessuno risponde, esce dalla stanza tronfia come un pavone.
Ed io mi sorprendo a sperare che almeno trovi una bella multa sul parabrezza. Tiè.