Estate.
La brezza della mattina, il primo caffè con gli occhi puntati all'orizzonte, la calma del mare, il sole leggero.
Il pensiero si accorda insieme allo sciabordìo delle piccole onde quando s'infrangono pigre sul bagnasciuga e sembra che nessun altro rumore possa interromperne il ritmo.
Estate.
Pane e pomodoro mentre il salmastro sulle labbra si confonde con il sale, le dita unte d'olio che girano le pagine di un libro, l'ombra che ripara e rinfresca.
La sabbia scivola tra le dita della mano che cerca di stringerla per sentirne il calore e la consistenza, ma sbaglio sempre e stringo il vuoto... meglio lasciare la mano aperta, capovolta verso l'alto, in attesa: presto sarà piena di sabbia e di calore.
Buone vacanze a chiunque passi da qui, a chi non ne fa e a chi viaggerà anche solo con il cuore.
E lo sognavo, e lo sogno,
e lo sognerò ancora, una volta o l'altra,
e tutto si ripeterà, e tutto si realizzerà,
e sognerete tutto ciò che mi apparve in sogno.
Là, in disparte da noi, in disparte dal mondo
un'onda dietro l'altra si frange sulla riva,
e sull'onda la stella, e l'uomo, e l'uccello,
e il reale, e i sogni, e la morte: un'onda dietro l'altra.
Non mi occorrono le date: io ero, e sono e sarò.
La vita è la meraviglia delle meraviglie, e sulle ginocchia della meraviglia
solo, come orfano, pongo me stesso
solo, fra gli specchi, nella rete dei riflessi
di mari e città risplendenti tra il fumo.
Quand'è cominciata non saprei dirlo con precisione.
Sembrava un giorno uguale a tanti altri, invece verso la tarda mattinata s'è alzato un vento strano, insidioso, e andava avanti e indietro sullo Stretto, Calabria, Sicilia, Sicilia, Calabria, toccava le coste, lambiva i litorali, tornava ancora indietro sfiorando le colline a picco sul mare. Finchè d'un tratto, così com'era cominciato, il vento s'è fermato di botto, insieme a due nuvole, una bianca e piena di sole, l'altra grigia, gravida di pioggia furiosa.
Si sono fronteggiate, galleggiando sul mare, ed io le guardavo, senza capirle.
Era come se si studiassero, sornione come due gatti, senza particolari intenzioni bellicose.
Di sotto, oltre l'orizzonte definito dal mare, la vita proseguiva, il caldo stringeva i vestiti sulla pelle, la gente si rincorreva come sempre, clacson, vociare indefinito, parcheggi difficili, semafori impazziti. Un giorno qualunque.
Eppure l'aria era strana, o forse la sentivo solo io, mi sembrava ferma, senza aneliti, come sospesa. Ho guardato a lungo i colori, la luce che filtrava da quel cielo immobile, con addosso la sensazione di apnea profonda, come chi va giù sott'acqua e tutto intorno è ovattato, e i rumori arrivano appena, morbidi, e sembra impossibile dover lasciare quello stato di benessere puro, acqua fluida, carezze del mare, fruscio segreto di conchiglie.
Poi, piano piano le due nuvole si sono dissolte, lasciando solo una breve bava nell'atmosfera.
Non era accaduto nulla, nessuna tempesta, nessuna scarica elettrica, nessun presagio.
Il cielo ha ripreso a respirare, lento e profondo, come un battito di cuore.