A volte il tempo assomiglia ad una strada bagnata di pioggia.
I passi lasciano tracce, vaghe sagome senza colore eppure visibili.
Poi può succedere che il sole o il vento asciughino quei passi silenziosi ed essi scompaiano, apparentemente senza rumore, senza ricordo.
E poi, a volte, ritornano. Quando meno te l'aspetti, sotto forme diverse, senza preavvisi, senza chiedere il permesso. Lasciano altri passi nella tua anima, aprono altre porte, salutano prima di partire ancora.
Discretamente, senza disturbare, con saggezza.
La prima volta che ho visto quella nave avrò avuto sette, otto anni.
E' apparsa all'improvviso, sbucando da dietro le aspre coste che s'appoggiano tra Scilla e Cariddi, in quel punto di vuoto d'orizzonte, in cui non si è nè qui nè lì, una specie di terra di nessuno, un confine sconfinato, un tratto di mare difeso e protetto da gorghi minacciosi e mulinelli d'acqua.
Così com'è comparsa, così è scomparsa, prima che la potessi additare, segnalandola, ha girato l'angolo fra le due terre e non c'era già più.
Per molte estati l'ho cercata con lo sguardo, senza avere il coraggio di parlarne a nessuno, mi appostavo sulla riva, acquattata a mezz'acqua, aguzzavo lo sguardo quando mi sembrava il momento opportuno, specialmente quando, dopo la sciroccata, il mare diventava lungo, e pesante.
Qualche volta mi è sembrato di scorgerla all'imbrunire, maestosa, severa, tagliava in due lo Stretto, senza lasciare scia. Le vele sbattevano al vento, si gonfiavano e fendevano l'aria.
La guardavo ammirata, ed anche un pò impaurita, ma avrei dato chissà che per poterci salire.
Una volta l'ho vista d'inverno, dopo un Natale che non era venuto, ed una stagione che non voleva lasciar passare quella successiva, ed era tutto fermo.
Mi è sembrato che procedesse più lentamente, come se volesse lasciarsi guardare.
Ho salutato, sventolando le mani, e ho sperato che qualcuno mi vedesse, che si sporgesse il capitano, un marinaio, qualcuno. Per la verità c'era foschia, e non ne sono del tutto certa, ma mi è sembrato che da prua partisse un lampo, come quando si scatta una foto.
I gabbiani l'hanno sorvolata a lungo, poi l'hanno accompagnata fino a quando non ha girato il solito angolo, la solita costa.
Ma io aspetto, la prossima estate.